La malattia rappresenta da sempre una condizione di profondo disagio psicofisico per il paziente e la sua famiglia. Se questo è vero per gli adulti lo è ancora di più per il paziente in età pediatrica, quando i vissuti del bambino e le dinamiche complessive familiari risultano essere particolarmente “stressanti”.
L’associazione Pro Bimbi ha voluto dedicare un momento di approfondimento sul tema del ricovero dei bambini in ospedale e di attenzione sulle problematiche a questo correlate.
A tal fine organizza un incontro pubblico gratuito che si terrà il prossimo 24 Novembre 2010 alle ore 20:45 presso la Sala del Castello di Domagnano (RSM), nel quale interverranno in veste di relatorila signora Cinzia Cecchetti, coordinatrice infermieristica della U.O.C. di Pediatria dell’Ospedale di San Marino, ed il dott. Alberto Dionigi, ricercatore in psicologia dell’umorismo presso il dipartimento di psicologia di Bologna e clown dottore dell’associazione Aquilone di Iqbal ( www.aquiloneiqbal.it ).
In attesa dell’incontro abbiamo posto ad entrambi i relatori alcune domande in grado di anticipare con spunti salienti i loro interventi.
Alla Sig.ra Cinzia Cecchetti abbiamo chiesto quali, a suo avviso, siano i vissuti caratterizzanti il ricovero in ospedale di un bambino?
E’ difficile rispondere in modo compiuto a questa domanda essendo diverse le variabili che possono interferire nel vissuto personale del bambino ed in quella dei suoi genitori.
Schematicamente le variabili determinanti questi vissuti possono essere ricondotte:
- all’età del bambino al momento del ricovero;
- alla modalità del ricovero (urgente o programmato);
- all’accoglienza in ospedale e nel reparto di pediatria, sia del bambino che del suo nucleo familiare;
- alle modalità adottate dal personale di assistenza per garantire il necessario sostegno al bambino ed alla sua famiglia durante l’intera durata del ricovero.
Quale, allora, il ruolo che gli operatori sanitari devono svolgere per rendere questi vissuti il più possibile adeguati per il bambino e la sua famiglia?
Per quanto detto prima si comprende come diversi devono essere gli strumenti da utilizzare per rendere meno disagevole il periodo necessario del ricovero e, tra questi, sicuramente importante risulterà l’attenzione a predisporre un ambiente a “misura di bambino” ma, soprattutto, la professionalità di tutti gli operatori sanitari e la loro capacità d’interagire in modo empatico e disponibile non solo con il bambino ma con tutto il suo nucleo familiare.
La professionalità, in particolare del personale infermieristico, si caratterizza per la capacità di saper leggere i diversi bisogni del bambino, attraverso modalità comunicative adeguate, così come nella conoscenza dei presidi e delle procedure, oggi disponibili, capaci di ridurre il dolore che il bambino prova durante l’ intero iter diagnostico/terapeutico richiesto durante la degenza.
A ciò si deve accompagnare l’attenzione che l’intera equipe deve porre agli aspetti comunicativi/relazionali con la famiglia così da poter raccogliere i diversi bisogni e poter offrire ad essa adeguato sostegno e contenimento alle prevedibili e comprensibili tensioni emozionali caratterizzanti il periodo del ricovero.
Tutto questo richiede la disponibilità di tutti gli operatori sanitari a modulare, per quanto possibile, l’organizzazione dell’assistenza sui bisogni del singolo bambino al fine di realizzare quell’assistenza personalizzata, da più parti indicata come auspicabile all’interno delle nostre strutture sanitarie.
Al dr. Alberto Dionigi abbiamo chiesto quali sono le finalità della “clown terapia” all’interno dei servizi pediatrici?
Le finalità della “clown terapia” possono ricondursi alla capacità d’ironizzare sulle pratiche mediche al fine di sdrammatizzare certi stati d’angoscia che possono assalire chi è malato e chi lo assiste, tutto questo per dare vigore all’aspetto della parte sana presente nel malato per influenzare la parte malata ad accelerare i processi di guarigione.
Durante la serata illustrerò le potenzialità di questa disciplina presentandone la storia, le tecniche utilizzate ed i risultati che si possono ottenere non solo nel bambino ospedalizzato ma anche nei genitori ed in tutto il personale sanitario.
L’attività dei clown dottori è volta a sdrammatizzare, con l’arte cinese e con la “ terapia del buon umore”, la paura, l’ansia delle pratiche terapeutiche e dell’ospedalizzazione cui i bambini sono sottoposti.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione Pro Bimbi al numero 3338663888 oppure scrivere a info@associazioneprobimbi.org
Scarica gli allegati :
La Clown Terapia
Ospedalizzazione del Bambino